Nostoi, secondo lavoro del trio, soffia sulla cenere del poema omerico nella sua trama più profonda. Se con FORVOJAGI Gli Archimedi partono per un lungo viaggio  toccando le coste dell’Europa e dell’America, con il secondo album il viaggio si completa. Nostoi, significa  “ritorno” ed è un tragitto contrapposto e “all’inverso”, un periplo circolare che porta verso nuove terre sconosciute. In questo nuovo lavoro vi sono riferimenti agli stili precedenti, in quanto si ritrovano gli stilemi della tradizione jazz, manouche, folk uniti ai nuovi arrangiamenti  delle musiche tradizionali rumene, irish, scozzese, latinoamericane e bluegrass.  Ma l’elemento sintomatico è il lavoro di ricerca compiuto dai tre musicisti con le loro composizioni inedite:  “A Cat Story” di Giorgio Boffa, “La Danza di Maya” di Luca Panicciari e “Non Ricordo più il sogno” di Andrea Bertino, rappresentazione di una nuova consapevolezza scaturita dal loro pellegrinaggio. Ed è da ricercare qui il senso di questo  lavoro discografico:  il viaggio di ritorno, il “Nostoi omerico”, vale a dire un atto di coraggio, quasi di sfida, che porta sempre più lontano il limite, nel nome di una ricerca musicale in continua evoluzione.

 

 

 

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